m006_review

da il mucchio selvaggio (2-8 aprile 2002)
il primo dei due riusciti dischetti in questione è “sottrazioni” degli anaïs, contenente sei begli esempi di indierock velvetiano cantato in lingua italica e dagli spiccati spunti melodici, resi alla perfezione da una voce femminile, quella di francesca pongiluppi, languida e avvolgente, come del resto i delicati tappeti musicali su cui si appoggia, ideali per un ascolto notturno, sia da soli che in dolce compagnia. peccato per una chitarra non sempre accordatissima, ma nell’economia del tutto è un dettaglio neppure troppo significante. aurelio pasini

da aktivirus (novembre 2002)
su altre coordinate si muovono gli anais, canzoni delicate ed avvolgenti che non superano di rado i tre minuti e accarezzano lo spazio con dolcezza ed intelligenza. la voce di francesca è fragile come le storie che racconta, sei episodi fra velvet underground “periodo grigio” e chissà quanti altri gruppi che i nostri avranno ascoltato in insonni mattine di primavera passate a ricordare e ad augurare il bene. nonostante la semplicità degli arrangiamenti, la musica degli anais mantiene sempre un carattere alieno, che la fa suonare sempre un po’ estranea e straniante. (7/10) l.brutti



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