m031_review

“e’ davvero difficilissimo per una band giovane non assomigliare a nessuno, eppure quando il talento c’è, allora ci vuole solo qualcuno che ti stia ad ascoltare. si può restare ipnotizzati, come intrappolati in un’enorme bolla di sapone, davanti all’ingenua bellezza di queste canzoncine pop che profumano di candies gommose. basta mezzo ascolto per risollevarsi il morale da qualunque sfiga ti sia accaduta, perché la voce spiritosa e indisponente e i divertenti arrangiamenti di questo album sono come un secchio di acqua gelata in pieno volto al mattino, appena svegli. canzoni fresche in bilico tra incosciente spensieratezza e atmosfere un po’ retrò. sebbene il curioso inizio spiazzi l’ascoltatore: una voce strampalata da dj che in inglese introduce, con una piccola descrizione, ad una ad una tutte le canzoni del disco, basta pazientare qualche minuto per ritrovarsi inconsapevolmente a sorridere catturati dalla solarità di “my little flower” e dall’irriverenza del ritornello di “song about me”. l’intensa “volk und kramer”, introdotta e accompagnata da mille uccellini che canticchiano, è un pezzo a due voci malinconico, c’è poi una svolta un po’ più dance che ha il suo culmine nei suoni cubici di “another pop song you can dance with your friends”. i kramers con la loro voglia di non prendersi troppo sul serio, hanno confezionato un disco ironico, piacevole e ben riuscito. hanno avuto il coraggio di fare pop con originalità, mischiando sonorità acustiche e arrangiamenti elettronici. questo disco è una caramella succosa da gustarvi ogni qual volta ne abbiate bisogno.” (21-07-2008) salvatore sannino – rockit.it

“partendo dal presupposto che i kramers forniscono nella prima traccia un ‘introduzione non solo musicale di ogni brano, ci rendiamo conto fin da subito di una spiccata vena di originalità e freschezza. il titolo dell ‘album, songs for every morning, racchiude perfettamente l ‘anima della produzione, composta da otto tracce (sette più l ‘originale e apprezzabile intro) da masticare a colazione per dare una svolta positiva ad ogni giornata. my little flower parte con un ritmo allegro ed una voce femminile un po ‘ naif, dei suoni nella parte ritmica anni 80, tipici delle prime groovebox, ideali per rendere ancora più leggero il brano. leggerezza mai banale, intervallata da giochi di voci sussurrate e in chorus, che spezzano e attirano le orecchie dell ‘ascoltatore. volk und kramer si scolla dal resto tenendo un suono più soft e ancora più leggero, con chitarre acustiche e una batteria suonata con le spazzole, in alcuni punti accennata per dare spazio alla bellissima e calda voce della cantante. suoni ambientali di uccelli e vento contornano il tutto. the moon is wathcing you, invece, ha il suono di una canzone da night club, dove si rimane incantati ad osservare gli occhi di chi sfodera una voce calda e sensuale, su un palco dalle luci soffuse. i suoni sono ben curati e coinvolgenti e nel poco tempo che hanno a disposizione (il brano dura circa tre minuti) riescono a farti sognare. le altre tracce rimanenti riprendono più veloci e con dei cantati più incisivi, con suoni ritmati di organi elettronici e carillon, coretti e chitarre funk. giusto qualche voce da megafono e suono sintetico interrompe la struttura dei brani per creare delle variazioni. geniali alcuni passaggi in what a chicken are you?!, dove il ritmo si spezza e si sfascia su un suono di interferenze radiofoniche per poi riprendere il brano. concludendo, un ‘ ottima colazione musicale per ogni mattina.” alessio deidda – genovatune.net

“un anno di vita. un ep di debutto. un’avventura nata sotto la luce della “lanterna” genovese. un impasto di esperienze notevoli e varie da mettere in gioco che rispondono al nome di meganoidi, cut of mica, en roco (federico e bernardo). e ancora hermitage, vicious (filippo) e tune crash (giulia). da queste solide fondamenta ecco le “variabili” dei kramers. pop elettronico leggero come una foglia caduca d’autunno. voce gentile e richiami al twee pop britannico di due decadi fa (‘my little flower’). ma anche il gusto delicato della matrice indie e sapori di collettivi multistrumentali (zona the go team! e circondario). semi ballate d’atmosfera e qualche virtuosismo vocale da night club che forse risalta troppo in un prodotto molto vicino alla giustezza compositiva. ma è solo l’inizio.” emanuele tamagnini – nerds attack!

“l’etichetta (…) adusa a consentire il libero download dal proprio sito, fa conoscere gli inediti kramers, assemblaggio di membri meganoidi/en roco/hermitage in funzione di macchina spararitornelli con battimani e cantilene dalla fedeltà incerta. malgrado le buone intenzioni, e una sbandierata elettronica che si nasconde, alla fine della fiera cioè dell’ascolto non resta granchè, dal momento che neppure la divagazione chanteuse-folkie di volk und kramer ha i crismi della brillantezza. brani fin troppo facili eppuremoderatamente grigi, come i goal più difficili da sbagliare che da insaccare – eppure. si ode un lamento di vita nel refrain di what a chicken are you? giusto dopo l’evitabile girlie-mc, potrebbe essere la chiave della ripartenza [5/6]” enrico veronese – blow-up



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *